Love To Ride Milano 2017

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Al via la Bike Challenge 2017! Dal 16 settembre al 31 ottobre, salta in sella con Fiab!

  • Iscriviti: Tu e la tua Azienda
  • Scarica la APP Love to ride o connetti altre app compatibili (Ride Report, Strava, MapMyRide, Endomondo)
  • Pedala almeno 10 minuti, dove vuoi!
  • Vince chi mette in sella più amici e colleghi!

COS'E' LA BIKE CHALLENGE?

La Bike Challenge è una divertente sfida tra luoghi di lavoro per incoraggiare le persone - i tuoi colleghi! - a mettersi in sella alla bicicletta e scoprire cosa si stavano perdendo. Si possono vincere fantastici premi! Nel 2016 la sfida è diventata nazionale, permettendo a tutte le aziende/organizzazioni italiane di partecipare. Inoltre nelle città di Milano, Roma e Torino, dove sono presenti siti dedicati di Love to Ride, si svolge anche una competizione locale parallela. Le aziende collocate in queste aree territoriali si ritrovano automaticamente replicate anche nella classifica nazionale visibile sia nei siti locali che nel sito Love to Ride Italia.

La sfida è gratuita. E' parte del programma Love to Ride per promuovere la diffusione dell'uso della bicicletta. E' gestita attraverso i siti web Love to Ride e la app per cellulare Love to Ride (per iOs e Android) o altre app collegate.

Info: https://www.lovetoride.net/milano

La coperta scucita: Nord Ovest Milano, oltre EXPO

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SABATO 23 Settembre 2017
Coperta Scucita #2
Nord Ovest Milano - oltre Expo

Percorso itinerante in bicicletta dalla Triennale verso i luoghi di EXPO 2015 e l'area del rhodense: i collegamenti e le cesure del territorio della città metropolitana nel Nord di Milano con momenti per osservazioni e commenti su quanto sperimentato

Dalla Triennale di Milano al territorio rhodense, passando per l'area di EXPO 2015 e ritorno

ore 10.00 ritrovo alla Triennale via Alemagna
ore 10.15 partenza sopralluogo
ore 13 arrivo Sede EXPO Rho

Rientro in bici da EXPO Rho (rientro libero) alle 18:00

Portare pranzo al sacco

Percorso elaborato insieme al prof. Christian Novak del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano.

http://www.ciclobby.it/cms/calendario/2017/09/23/la-coperta-scucita-ricognizione-della-rete-ciclabile-milanese

LA BICICLETTA IN SICUREZZA - ISTRUZIONI PER L’USO

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Martedì 19 settembre 2017

Ore 15 – 19

Politecnico di Milano|Sede Milano Bovisa|Via Candiani, 72

Il Politecnico di Milano e Fiab Milano Ciclobby, organizzano un intero pomeriggio dedicato alla sicurezza in bicicletta.
Policiclo, ciclofficina di Ateneo, fornirà lezioni base sulla manutenzione della bicicletta, fondamentale per garantire la circolazione sicura in sella al proprio veicolo.
Il Servizio Sostenibilità di Ateneo supporterà Policiclo per organizzare una competizione ludico ricreativa che consentirà di cimentarsi in una gara di cambio camere d'aria.
Saranno inoltre presenti i volontari di FIAB Milano Ciclobby con i quali si affronterà il tema della sicurezza in bici in città da svariati punti di vista: perché scegliere di usare la bici? come si va in strada? quali i diritti e doveri del ciclista? come dovrebbe essere una città per garantire sicurezza a tutti i suoi abitanti?
Infine, per prepararsi a partecipare alla Bike Challenge Milano 2017, si scopriranno insieme le funzionalità dell'app "LoveToRide".
È attesa inoltre la partecipazione straordinaria, nel corso del pomeriggio, dell'Assessore alla Mobilità e Ambiente del Comune di Milano, Marco Granelli.

Tutti invitati quindi a raggiungere il Politecnico con la propria bici!

Per ulteriori informazioni:
Servizio Sostenibilità – Mobility Management
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per Ennio e per Milano

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FIAB Milano Ciclobby esprime il suo dolore e si stringe intorno alla famiglia di Ennio Valeri, vittima del tragico incidente di martedì 5 settembre in via San Giusto.

A distanza di nemmeno due mesi dall'incidente in cui ha perso la vita l'avvocato Franco Rindone, ucciso da un mezzo pesante in uscita dal cantiere M4 di corso Genova mentre andava a lavorare in bicicletta, ci troviamo a piangere Ennio, anche lui travolto in sella alla sua bici, questa volta da un mezzo dell'AMSA

La dinamica è ancora in corso di accertamento, ma questo serve solo ad attribuire le responsabilità e non a restituire le vite spezzate.

Per questo non ci stancheremo di ripetere (ma vorremmo tanto che non ce ne fosse più bisogno) che tutti devono impegnarsi a contribuire, responsabilizzandosi in prima persona, affinché muoversi in strada non sia per tutti una specie di roulette russa.

L'Amministrazione deve decidere quale Milano vuole costruire: una città dove, in tempi brevi, i veicoli a motore (qualunque tipo di motore) dovranno sentirsi ospiti perché i fruitori e destinatari privilegiati dello spazio pubblico sono i cittadini; o invece una città che continua a procedere a piccoli, lenti e talvolta incoerenti passi, fatti di mediazioni, spesso cercate per non scontentare nessuno, ma che alla fine non aiutano il cambiamento nel senso di una vera vivibilità e sostenibilità urbana.

I ciclisti, da parte loro, sono consapevoli della loro vulnerabilità sulle strade; e tale è la loro percezione di insicurezza stradale che - ahimé - sempre più spesso si rifugiano a pedalare sui marciapiedi (contribuendo, a loro volta, a rendere insicuri i pedoni, i soli legittimi utilizzatori dei marciapiedi).
I ciclisti sanno che muoversi in bicicletta in città offre dei vantaggi (rapidità, autonomia, leggerezza, economicità) e dei piaceri impagabili (provare per credere), ma richiede anche attenzione, concentrazione, prontezza, prudenza e conoscenza delle norme per muoversi sulla strada; capacità che non tutti hanno in egual misura e che è difficile pretendere dai bambini, dagli anziani, da chi ha appena scelto di usare la bicicletta.

Poco consapevoli troppo spesso sono invece i guidatori dei mezzi a motore: chi è alla guida di un veicolo deve essere conscio che sta spostando una massa di acciaio potente (che lo fa sentire sicuro come dentro una corazza) e che quindi anche un lieve impatto con un pedone o un ciclista può avere risultati devastanti. Chi guida deve essere consapevole (ed è inaccettabile che possa non esserlo) che una sua distrazione, fosse anche solo per i pochi secondi che gli servono per consultare lo schermo dello smartphone, può provocare danni irreparabili ad altri esseri umani.

E morire per una distrazione non è assolutamente tollerabile.

Guia Biscaro
Presidente FIAB Milano Ciclobby

 

In allegato, un documento diffuso da FIAB Milano Ciclobby nell'aprile 2007 (duemilasette)

Allegati:
Scarica questo file (2007_VolantinoSicurezzaStradale_FIABCiclobby.pdf)2007_VolantinoSicurezzaStradale_FIABCiclobby.pdf[Volantino Sicurezza Stradale (2007)]9 Kb

Ex scali ferroviari: una scommessa per Milano?

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Si è molto parlato in questi mesi dell'accordo di programma approvato dal Consiglio comunale che mira a trasformare gli ex scali ferroviari milanesi per dare ad essi nuova vita e nuove funzioni.

Ma cosa ne sappiamo? Dove si trovano questi scali? A chi appartengono? Cosa c'è oggi e cosa verrà dopo? Quali sono i punti di forza e le criticità dell'accordo di programma recentemente approvato?

Il tema è fondamentale per lo sviluppo di Milano sia per le implicazioni politiche, tecniche e normative che per la rilevanza degli investimenti sul futuro della nostra città e la sua vivibilità: questa trasformazione, che interessa un milione trecentomila metri quadri di territorio, se ben gestita potrà costituire un'occasione unica di rigenerazione e ricucitura urbana.

È dunque, a tutti gli effetti, un tema che appartiene alla città intera e quindi a tutti noi cittadini.

Per farci un'opinione in prima persona e poterne discuterne in modo informato, abbiamo organizzato un incontro presso la sede di Fiab Milano Ciclobby, via Borsieri 4.

Giovedì 7 settembre 2017, dalle ore 19 alle 21

Saranno con noi:

  • Arch. Luca Beltrami Gadola (ArcipelagoMilano)
  • Arch. Alberto Ferruzzi (Fondazione Per il Parco)
  • Coordina Valerio Montieri (Gruppo Tecnico Fiab Ciclobby)

Vi aspettiamo.
  Guia Biscàro

Biciclette free floating a Milano

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Mobilità urbana, infrazioni, multe - riflessioni su articolo del Corriere della Sera

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Buongiorno Giannattasio,
leggo ora sul Corriere on line questo tuo articolo dal titolo a mio parere fazioso

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_luglio_18/multe-ciclisti-milano-bilancio-sei-mesi-verbali-contromano-strisce-pedonali-infrazioni-79f74032-6b7c-11e7-9094-d21d151198e9.shtml

Dico titolo fazioso perchè:
di multe per contromano non c'è menzione nell'articolo. Nel sommario, i due morti sembra siano vittime dei ciclisti.

Quello che si legge successivamente è invece che gli incidenti ben più gravi e numerosi sono quelli provocati da auto e moto (di cui, appunto, i due mortali che vedono vittime i ciclisti).

Ciò detto, 28 incidenti a pedoni provocati dai ciclisti non sono un bel segno.

Però se in una evidente arretratezza in tema di educazione, cultura, strategia, visione forte per una mobilità sostenibile, invece di aiutare a creare clima adatto alla diffusione di una ciclabilità sicura e consapevole, si continuano a fomentare queste contrapposizioni, non faremo nessun passo avanti, anzi contribuiremo solo a incattivire le parti.

I comportamenti scorretti sono da condannare, ma credo che la stampa e la politica debbano piuttosto contribuire a creare un clima di comprensione, accettazione, distensione.

A dispetto di quello che continua ad essere la nostra città, i ciclisti sono tantissimi e sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi anni (v. censimento dei ciclisti di FIAB Milano Ciclobby, gli unici dati esistenti insieme a quelli dell'ingegnere Drufuca di Polinomia).

È evidente anche che le condizioni delle strade - traffico intenso, velocità, veicoli in doppia fila, occupazione impropria di marciapiedi e ciclabili, pavimentazioni sconnesse, rotaie dismesse, guidatori distratti dall'uso del cellulare, gesti di prepotenza e insofferenza nei confronti del ciclista in strada - non facciano sentire il ciclista al sicuro.

Allora lavoriamo sulle cause (mobilità caotica non gestita) e non su alcuni degli effetti (ciclisti indisciplinati).

Facciamo capire ai potenti utilizzatori di strade che è finito per loro il tempo di spadroneggiare così come gli è stato permensso di fare per decenni.

Cominciamo a dire a chi guida veicoli e scooter che la strada non è a disposizione solo loro; che ci sono altri nuovi utenti che, se hanno il dovere di percorrere le strade nel rispetto del (vetusto autocentrico) CdS, come cittadini hanno il diritto di poterlo fare in sicurezza.

Ricordiamo sempre che questi nuovi utenti - in equilibrio su quattro centimetri delle ruote di un mezzo di pochi chili mosso dalla loro forza muscolare - mettono il proprio corpo in mezzo a scatole metalliche, corazze del peso di quintali, della potenza di centinaia di cavalli, che raggiungono anche in città velocità ben superiori ai 50 km orari.

Raccontiamo intanto quanto è bello andare in bicicletta perchè è più veloce, più economico, più diveretente e più salutare.

Diciamo a tutti che non è più possibile ignorare questi utenti fragili ma nobili, che proprio per questo devono essere sostenuti e incentivati, trattati con cura e attenzione, come qualcosa di prezioso, perchè presto sarà chiaro a tutti quanto la loro presenza non può che giovare a tutta la città.

un caro saluto

  Guia Biscaro

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