Pestando l’acqua nel mortaio

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Sul tema della partecipazione al Tavolo Permanente della Ciclabilita' segnaliamo l'editoriale del presidente Eugenio Galli che compare sul numero 3/2013 di Ciclobby Notizie, pubblicato nelle scorse settimane.

Pestando l’acqua nel mortaio

18 mesi di Tavolo Permanente della Ciclabilità

Sull'onda del vivace dibattito e del consenso raccolto dal movimento #Salvaiciclisti, l'amministrazione comunale di Milano, qualche giorno prima della manifestazione nazionale del 28 aprile 2012 organizzata a Roma ai Fori Imperiali, accoglieva la proposta, lanciata dal movimento con un appello intitolato "Caro Sindaco" indirizzato a tutte le amministrazioni italiane, di istituire un luogo di confronto periodico sui temi della ciclabilità.

Nasceva così il Tavolo Permanente della Ciclabilità. Tavolo informale e politico, assai più che tecnico, che, nell'arco del suo primo anno e mezzo di vita, ha visto confrontarsi una volta al mese vari soggetti attivi nel campo della ciclabilità con assessori e tecnici, in particolare dei settori Mobilità e Sicurezza e con l'Agenzia per la Mobilità del Comune (Amat).

MANIFesta in zona Sarpi

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MANIFesta

Nel pomeriggio di domenica 15 dicembre, nelle strade del quartiere Sarpi-Canonica, si è svolta la prima manifestazione di cittadini di Milano, e forse d' Italia, per ottenere una zona 30 con isola ambientale.

I cartelli dei manifestanti chiedevano aria pulita, no al passaggio dei furgoni commerciali inquinanti, più sicurezza e vivibilità e la zona 30, isola ambientale con severe limitazioni al traffico inquinante dei furgoni commerciali che si vanno a rifornire dai grossisti cinesi in tutte le ore del giorno e anche la domenica in barba ai divieti regionali che proibiscono la circolazione dei veicoli inquinanti in tutto il periodo invernale.

La manifestazione è stata indetta dalla associazione Vivisarpi con la collaborazione del comitato Sarpiciclabile sulla base di un progetto di isola ambientale che era stato disegnato dalla associazione FIAB Ciclobby più di due anni fa all'interno del progetto Ciclomilano, ed era già stato approvato dal consiglio di zona.

La manifestazione intendeva sollecitare l'amministrazione comunale a realizzare presto questo intervento che nel progetto di Ciclobby richiederebbe una spesa molto contenuta in quanto prevede solo la apposizione della opportuna segnaletica, la modifica di alcuni sensi unici e la chiusura della strada di fronte alla scuola di via Giusti che è ora infestata da furgoni puzzolenti.

Il corteo era composto da diverse centinaia di persone precedute da due risciò e da mezzi ciclistici  di tutte le forme e dimensioni.
Uno dei partecipanti ha dichiarato: Non ci aspettavamo una partecipazione così forte anche per la contemporanea festa della parrocchia che ha diviso le forze.

Ciclobby era presente con alcuni suoi iscritti uno dei quali ha dichiarato:
La parrocchia era con noi nello spirito di semplicità e di riduzione dei consumi del nuovo corso della chiesa, la prossima volta ci organizzeremo meglio, spero assieme alla parrocchia e magari riusciremo a chiudere tutto il quartiere e non solo poche vie.

  Walter Monici - Gruppo Tecnico Fiab Ciclobby

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Ambrogino d'Oro 2013 ai Genitoriantismog

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Ambrogino Genitoriantismog

In occasione della cerimonia di consegna degli "Ambrogino d'Oro", i Genitori Antismog insigniti quest'anno dell'Attestato di Civica Benemerenza, hanno recapitato nelle mani del sindaco Giuliano Pisapia una lettera aperta, simbolicamente posta in una grande busta trasparente, con la quale chiedono più coraggio sulle politiche ambientali e di mobilità, come l'allargamento di Area C e l'istituzione di zone franche dall'auto intorno a tutte le scuole di Milano.

Hanno aderito alla lettera aperta, sottoscrivendola, associazioni come Italia Nostra, FIAB Ciclobby, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, e personalità milanesi. Fra i firmatari: i medici Vittorio Krogh dell'Istituto nazionale dei Tumori, Pier Mannuccio Mannucci della Fondazione IRCSS dell'Ospedale Maggiore Policlinico, i giornalisti CorradoStajano e Daria Bignardi, l'economista Marco Vitale, e tanti esponenti del mondo dell'imprenditoria, dello spettacolo come Filippa Lagerbäck, del design come Italo Lupi, della comunicazione come Anna Maria Testa. In allegato la lettera aperta e l'elenco dei firmatari e sottoscrittori.

Allegati:
Scarica questo file (Elenco_firmatari_lettera_GA.pdf)Elenco_firmatari_lettera_GA.pdf[Elenco firmatari]416 Kb
Scarica questo file (Un_Ambrogino_per_l_aria__le.pdf)Un_Ambrogino_per_l_aria__le.pdf[Lettera aperta al Sindaco di Milano]85 Kb

Perché i furti delle bici non fanno notizia

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bici rubataEugenio Galli, presidente di FIAB Ciclobby, ha pubblicato sul blog I Milanesi del Corriere Milano un articolo con alcune riflessioni sul fenomeno del furto delle biciclette:

http://milanesi.corriere.it/2013/12/04/perche-i-furti-delle-bici-non-fanno-notizia/

Su PartecipaMI.it è possibile seguire una discussione da parte di vari cittadini ed intervenire esprimendo la propria opinione:

http://www.partecipami.it/infodiscs/view/4109#body_20642

FIAB si è fatta promotrice di varie iniziative per mettere in evidenza il fenomeno. Sul sito FIAB c'è una sezione specifica ad esse dedicata:

http://fiab-onlus.it/bici/attivita/campagne-ed-interventi/lotta-al-furto.html

Risultati dell'indagine nazionale della FIAB sui furti di biciclette

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Ogni anno, nel nostro Paese, vengono rubate circa 320.000 biciclette: per i ciclisti italiani la paura di essere derubati è seconda solo a quella di essere investiti. Ecco i risultati della 1° indagine nazionale sui furti di biciclette, condotta da FIAB (giovedì 21 novembre a Milano  il convegno "Ladri di biciclette. Ieri, oggi. E domani?"  per definire linee per il contrasto al furto delle biciclette).

Leggi il resto dell'articolo sul sito FIAB

Domeniche a piedi: delusione per la rinuncia

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La rinuncia alle domeniche a piedi  - è di questo che si tratta - ci delude profondamente nel merito e nel metodo.

Nel merito, perché si è passati da una non necessaria sovrabbondanza (gratuità e sconti, sino alla tariffa giornaliera del biglietto ATM) al ritorno puro e semplice del traffico privato, per ora mitigato con iniziative a macchia di leopardo, abbandonando quelle giornate collettive di liberazione che sono state e sono importanti per ispirare una mobilità diversa nell'intera città.

Ci sembra che questa decisione sia ispirata soprattutto da una logica rinunciataria, in assenza di una vera controproposta e di una visione ampia e condivisa.

Nel metodo, poi, perché  nonostante le promesse di condivisione non si è svolto nessun confronto, e non vi è stato neanche un tentativo di coinvolgerci per cercare una soluzione comune ai problemi economici dell'iniziativa.

La decisione è stata trattata come se la Giunta stesse decidendo di rinunciare a una sua festa. Dimenticando che le associazioni ambientaliste in questi anni non solo hanno chiesto e sostenuto scelte importanti in tema di ambiente e mobilità sostenibile, ma sono state anche parte attiva nella organizzazione di iniziative durante le DomenicheAspasso.

Abbiamo creduto nel valore culturale nelle DomenicheAspasso, assai maggiore della capacità di incidere sulla riduzione efficace e stabile delle emissioni inquinanti. E proprio per il significato di investimento culturale sulla città le abbiamo sostenute, collaborando alla loro realizzazione. Ci spiace che nessuno abbia sentito il dovere di coinvolgerci dimostrando così scarsa attenzione alla cultura della partecipazione che pure si è largamente propagandata.

Eugenio Galli (Ciclobby onlus)

Anna Gerometta (Genitori Antismog)

Damiano Di Simine (Legambiente Lombardia)

Paolo Hutter (associazione Eco dalle Città)

Paola Brambilla (WWF Lombardia)

Marco Parini (Italia Nostra)

La Regione boccia le DAS: non servono alla lotta contro lo smog

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Se il buongiorno si vede dal mattino... comincia male l'assessore all'ambiente della Regione Lombardia, Claudia Terzi, che dichiara: «L'hanno capito tutti che le domeniche a piedi per combattere lo smog non servono a nulla».

Ecco, forse l'hanno capito tutti, tranne lei. Che infatti travisa completamente il senso e lo scopo della misura.

Obiettivo delle Domeniche a Spasso (DAS) organizzate dal Comune di Milano non è infatti quello di dare corda ai soliti irriducibili ambientalisti, magari radical-chic, bensì proprio quello di promuovere l'abbandono dell'auto, la pedonalità, l'uso del mezzo pubblico e della bici, e in generale le buone pratiche della mobilità.

L'assessore Terzi poi persiste nell'errore affermando che tali provvedimenti «potranno essere una buona pratica culturale, ma l'aria, lo dice la scienza, non la migliorano. A maggior ragione se vengono messi a calendario con mesi d'anticipo e quindi senza sapere quali saranno le condizioni climatiche dei giorni infausti in cui cadranno».

Intanto, se sono una buona pratica culturale, come l'assessore Terzi riconosce tra le righe, perché non contribuire a migliorarle e diffonderle?

E poi, visto che, come ormai a tutti noto, l'aria non la migliorano, a che serve attendere di conoscere le condizioni climatiche dei giorni in cui applicare il provvedimento, assecondando così la logica emergenziale dei blocchi che invece ha dimostrato di essere largamente fallimentare?

Proprio in considerazione del fatto che non servono a lottare contro l'inquinamento, rispetto al quale costituiscono un mero palliativo, per le DAS risulta fondamentale la programmazione, e quindi la definizione di un calendario che sia conosciuto in anticipo, tendenzialmente stabile e consenta anche a chi lo desidera di organizzare attività ed iniziative.

Dopo anni di bla-bla e di contrapposizioni istituzionali del tutto sterili, da cittadino mi auguro che la Regione metta finalmente in campo tutto il proprio peso, l'autorevolezza e le competenze di cui dispone per azioni efficaci e coordinate a favore  della mobilità sostenibile, evitando per il futuro contrapposizioni che hanno solo il sapore della polemica politica di cui i cittadini sono francamente saturi.

Eugenio Galli

 

Intervista all'assessore Claudia Terzi sul Corriere della Sera

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