Perché i furti delle bici non fanno notizia

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bici rubataEugenio Galli, presidente di FIAB Ciclobby, ha pubblicato sul blog I Milanesi del Corriere Milano un articolo con alcune riflessioni sul fenomeno del furto delle biciclette:

http://milanesi.corriere.it/2013/12/04/perche-i-furti-delle-bici-non-fanno-notizia/

Su PartecipaMI.it è possibile seguire una discussione da parte di vari cittadini ed intervenire esprimendo la propria opinione:

http://www.partecipami.it/infodiscs/view/4109#body_20642

FIAB si è fatta promotrice di varie iniziative per mettere in evidenza il fenomeno. Sul sito FIAB c'è una sezione specifica ad esse dedicata:

http://fiab-onlus.it/bici/attivita/campagne-ed-interventi/lotta-al-furto.html

Risultati dell'indagine nazionale della FIAB sui furti di biciclette

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Ogni anno, nel nostro Paese, vengono rubate circa 320.000 biciclette: per i ciclisti italiani la paura di essere derubati è seconda solo a quella di essere investiti. Ecco i risultati della 1° indagine nazionale sui furti di biciclette, condotta da FIAB (giovedì 21 novembre a Milano  il convegno "Ladri di biciclette. Ieri, oggi. E domani?"  per definire linee per il contrasto al furto delle biciclette).

Leggi il resto dell'articolo sul sito FIAB

Domeniche a piedi: delusione per la rinuncia

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La rinuncia alle domeniche a piedi  - è di questo che si tratta - ci delude profondamente nel merito e nel metodo.

Nel merito, perché si è passati da una non necessaria sovrabbondanza (gratuità e sconti, sino alla tariffa giornaliera del biglietto ATM) al ritorno puro e semplice del traffico privato, per ora mitigato con iniziative a macchia di leopardo, abbandonando quelle giornate collettive di liberazione che sono state e sono importanti per ispirare una mobilità diversa nell'intera città.

Ci sembra che questa decisione sia ispirata soprattutto da una logica rinunciataria, in assenza di una vera controproposta e di una visione ampia e condivisa.

Nel metodo, poi, perché  nonostante le promesse di condivisione non si è svolto nessun confronto, e non vi è stato neanche un tentativo di coinvolgerci per cercare una soluzione comune ai problemi economici dell'iniziativa.

La decisione è stata trattata come se la Giunta stesse decidendo di rinunciare a una sua festa. Dimenticando che le associazioni ambientaliste in questi anni non solo hanno chiesto e sostenuto scelte importanti in tema di ambiente e mobilità sostenibile, ma sono state anche parte attiva nella organizzazione di iniziative durante le DomenicheAspasso.

Abbiamo creduto nel valore culturale nelle DomenicheAspasso, assai maggiore della capacità di incidere sulla riduzione efficace e stabile delle emissioni inquinanti. E proprio per il significato di investimento culturale sulla città le abbiamo sostenute, collaborando alla loro realizzazione. Ci spiace che nessuno abbia sentito il dovere di coinvolgerci dimostrando così scarsa attenzione alla cultura della partecipazione che pure si è largamente propagandata.

Eugenio Galli (Ciclobby onlus)

Anna Gerometta (Genitori Antismog)

Damiano Di Simine (Legambiente Lombardia)

Paolo Hutter (associazione Eco dalle Città)

Paola Brambilla (WWF Lombardia)

Marco Parini (Italia Nostra)

La Regione boccia le DAS: non servono alla lotta contro lo smog

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Se il buongiorno si vede dal mattino... comincia male l'assessore all'ambiente della Regione Lombardia, Claudia Terzi, che dichiara: «L'hanno capito tutti che le domeniche a piedi per combattere lo smog non servono a nulla».

Ecco, forse l'hanno capito tutti, tranne lei. Che infatti travisa completamente il senso e lo scopo della misura.

Obiettivo delle Domeniche a Spasso (DAS) organizzate dal Comune di Milano non è infatti quello di dare corda ai soliti irriducibili ambientalisti, magari radical-chic, bensì proprio quello di promuovere l'abbandono dell'auto, la pedonalità, l'uso del mezzo pubblico e della bici, e in generale le buone pratiche della mobilità.

L'assessore Terzi poi persiste nell'errore affermando che tali provvedimenti «potranno essere una buona pratica culturale, ma l'aria, lo dice la scienza, non la migliorano. A maggior ragione se vengono messi a calendario con mesi d'anticipo e quindi senza sapere quali saranno le condizioni climatiche dei giorni infausti in cui cadranno».

Intanto, se sono una buona pratica culturale, come l'assessore Terzi riconosce tra le righe, perché non contribuire a migliorarle e diffonderle?

E poi, visto che, come ormai a tutti noto, l'aria non la migliorano, a che serve attendere di conoscere le condizioni climatiche dei giorni in cui applicare il provvedimento, assecondando così la logica emergenziale dei blocchi che invece ha dimostrato di essere largamente fallimentare?

Proprio in considerazione del fatto che non servono a lottare contro l'inquinamento, rispetto al quale costituiscono un mero palliativo, per le DAS risulta fondamentale la programmazione, e quindi la definizione di un calendario che sia conosciuto in anticipo, tendenzialmente stabile e consenta anche a chi lo desidera di organizzare attività ed iniziative.

Dopo anni di bla-bla e di contrapposizioni istituzionali del tutto sterili, da cittadino mi auguro che la Regione metta finalmente in campo tutto il proprio peso, l'autorevolezza e le competenze di cui dispone per azioni efficaci e coordinate a favore  della mobilità sostenibile, evitando per il futuro contrapposizioni che hanno solo il sapore della polemica politica di cui i cittadini sono francamente saturi.

Eugenio Galli

 

Intervista all'assessore Claudia Terzi sul Corriere della Sera

Meno ideologia e più verità

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Scrive Andrea Bosco (Corriere della sera, 23 luglio) che l'ultima suggestione della Giunta Pisapia è quella di eliminare le seconde auto e ritiene che questa sia un'idea dirigista. Occorrerebbe sano realismo, visto che la principale industria italiana produce automobili.

Senza polemica (ipse dixit), egli auspica meno ideologia e più verità. Appunto. E' quello che ci attendiamo anche dagli autorevoli commentatori che informano i cittadini.

E allora cominciamo col ricordare che il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile è uno strumento previsto dalle normative comunitarie, che si tratta di una realtà applicata in molte città europee e che è stata una leva di successo per favorire un cambiamento virtuoso delle abitudini di mobilità, che deve innanzitutto essere pensato e voluto (non è "spessa ideologia").

Semmai, la vera colpa del nostro Comune è quella di avere indugiato troppo nell'avviarne il processo.

Questo cambiamento non avviene sbandierando statistiche relative a metropoli imparagonabili a Milano per urbanistica e servizi.

Cosa significa infatti questa frase? Ogni città è differente da tutte le altre, ogni comunità è differente e ogni cultura ha le sue peculiarità!

Ma se si afferma, con la verità dei numeri, che tutte (tutte) le città europee, piccole medie e grandi, da Londra a Parigi, da Amsterdam a Barcellona a Copenhagen, da Berlino a Vienna, e via elencando, hanno un tasso di motorizzazione (auto ogni 100 abitanti) inferiore da due a tre volte quello di Milano, questo vorrà dire qualcosa, o no? E' un dato davanti al quale rassegnarsi e prendere atto, o invece si può cercare di agire per cambiare? Senza dimenticare, peraltro, che molte di quelle città (Amsterdam e Copenhagen, ad esempio) hanno anche conosciuto gli effetti della motorizzazione di massa, ed hanno saputo uscirne molti decenni or sono.

E se si afferma che le auto circolano con il solo conducente a bordo (tasso medio di occupazione dell'abitacolo pari a 1,2) si commette una illecita intrusione nella privacy dei poveri automobilisti, contribuenti tartassati?

Le auto circolanti e quelle ferme (queste ultime lo sono per la maggior parte del tempo, magari anche in sosta sui marciapiedi) rappresentano, fra le altre cose, una forma abbastanza evidente di privatizzazione dello spazio pubblico.

Dato che lo spazio è un bene prezioso, in quanto finito e non riproducibile, si può pensare di adottare degli strumenti di regolazione di una qualche efficacia che consentano di restituire vivibilità alle città, o dobbiamo limitarci a subire le pulsioni istintuali dei molti egoismi e le manie liberiste del laissez faire?

  Eugenio Galli

 

E' possibile intervenire nel dibattito sul PUMS sul forum PartecipaMi.

PUMS: subito scelte responsabili e azioni concrete

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FIAB CICLOBBY - GENITORI ANTISMOG - LEGAMBIENTE LOMBARDIA
PUMS - diventi il Piano della Mobilità Nuova per la metropoli milanese

"Buon inizio, ma occorrono scadenze certe per le azioni di innovazione"
Priorità ad estensione di area C, Milano a 30 all'ora, regolamentazione della sosta e riordino della logistica merci

Ciao Margherita Hack, amica della bicicletta

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La Federazione Italiana Amici della Bicicletta esprime sentito cordoglio per la scomparsa di Margherita Hack, astrofisica e divulgatrice scientifica ma soprattutto convinta ciclista e amica della FIAB.

La sua passione e il suo impegno, tra gli altri temi sociali e politici, per la bicicletta erano stati ampiamente descritti nel libro autobiografico "La mia vita in bicicletta" dove l'astrofisica racconta gli anni della la sua vita, dal triclo alla bici da corsa.

Dichiara la Presidente FIAB, Giulietta Pagliaccio: «Un affettuoso pensiero va alla nostra amica Margherita Hack. Ci piace ricordarla come "amica" perché come noi amava la bicicletta e ci è sempre stata vicina nelle nostre battaglie. Se ne va un altro pezzo importante della nostra storia patria, ma ha lasciato una traccia indelebile per fortuna. Ciao Margherita».

Margherita Hack era stata due volte ospite della Fiab nella sua città natale, Firenze, per iniziativa dell'associazione locale Firenzeinbici all'interno della settimana europea della mobilità. E, nel febbraio 2012, a Milano per un incontro organizzato da Fiab Ciclobby insieme alla casa editrice che aveva pubblicato la sua biografia in bici.

Si unisce al saluto il presidente della associazione milanese (Fiab Ciclobby), Eugenio Galli:
Quando alzeremo gli occhi nelle notti serene ti vedremo lassù nel cielo, brillare fra le stelle cui hai dedicato la tua vita.

(Foto di Maria Gabriella Berti)

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