Furti di bici: alcuni doverosi chiarimenti

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Siamo favorevoli alla adozione di una visione nazionale – saldamente ancorata alle best practices internazionali – in tema di repressione del furto di biciclette, con l'adozione di un sistema finalizzato a consentire il riconoscimento delle bici rubate, il loro recupero e la restituzione al legittimo proprietario.

Questa, - oltre a rispondere a una richiesta da molti anni inascoltata della nostra associazione – ci sembra l'unica chiave di lettura sostenibile rispetto alla posizione assunta oggi dall'Amministrazione comunale milanese, attraverso l'assessore Maran, con una lettera indirizzata al Governo (per la precisione al ministro dell'ambiente Clini) e di cui abbiamo appreso dai media.

Poiché però non vorremmo che, nella creatività che caratterizza il nostro Paese e la stessa Milano, su questo tema delicato, importante ed urgente, venissero date letture distorte, più o meno interessate, né che venissero assunte decisioni equivoche, confuse o frutto di scelte che nulla hanno a che vedere con la reale tutela dell'utente finale (il ciclista quotidiano), fornendo alibi e paraventi ad altri scopi, più o meno espliciti, desideriamo mettere bene in evidenza alcuni punti.

La marchiatura della bici deve essere facoltativa, nel senso che deve caratterizzarsi in un'ottica di servizio all'utenza, e non invece costituire oggetto di un obbligo o un presupposto per altre finalità non dichiarate (ad es. per il reperimento di "nuove" fonti di gettito). Diversamente, deve essere chiaro che la posizione della nostra associazione sarebbe risolutamente contraria.

Va poi chiarito che l'efficacia di un simile sistema dipende da due elementi, entrambi coessenziali.

Da un lato, l'hardware che fisicamente consente di rendere riconoscibile la bici e che, oggi, annovera varie possibili modalità tecniche di diversa complessità: fresatura di un codice sul telaio, etichette adesive inamovibili, microchip, etc. Altrettanto importante è la parte software, cioè il database nel quale confluiscono le matricole delle sole biciclette di cui viene denunciato il furto, e che in tal modo entrano in una black list. Questa base dati, accessibile alle forze dell'ordine e ad altri soggetti abilitati, deve a nostro parere essere pubblica e istituzionale (dunque, non privata o acquistabile dietro pagamenti di licenze d'uso).

Questo si aggiunge alle numerose altre proposte che la nostra associazione ha avanzato, sia localmente sia a livello nazionale, su questo tema. Non ultima la necessità di un maggiore controllo del territorio per evitare che vi siano delle "zone franche" in cui notoriamente e nell'indifferenza delle forze dell'ordine avviene il commercio delle bici rubate. Che, oltre ad alimentare il circuito in modo perverso, configura anche due fattispecie penalmente rilevanti: la ricettazione, per colui che vende, e l'incauto acquisto, per il compratore.

Eugenio Galli (presidente Fiab Ciclobby e responsabile Servizio legale FIAB)

 

Furti di bici: perchè a molti “onesti” va bene comprarsela rubata?

In pista la buona educazione

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Isabella Bossi Fedrigotti, sul Corriere di sabato 8 settembre, ha scritto una stimolante riflessione sulle esigenze di sviluppo della ciclabilità a Milano: In pista la buona educazione.

Il presidente di Fiab Ciclobby, Eugenio Galli, le ha inviato la risposta a seguire.

Gent.ma dott.ssa Bossi Fedrigotti

Condivido le sue aspettative per una Milano che sia finalmente più ciclabile, non solo a parole.

Per intanto, continuo a constatare la crescita numerica dei ciclisti, mentre non vedo ancora, purtroppo, con altrettanta solerzia, migliorare concretamente le condizioni per l'uso di questo mezzo. Dal che consegue anche che molti, vuoi per inesperienza, vuoi per "paura", si arrangiano come possono. E tra essi non mancano anche un tot di persone arroganti e maleducate, che contribuiscono con la loro inciviltà a fomentare insensati antagonismi, del tutto simili a quelli dei capponi di Renzo. D'altro canto sappiamo bene che i difetti (o le virtù) non sono propri ed esclusivi di una categoria, ma sono trasversalmente distribuiti. E anche i ciclisti non fanno eccezione alla regola aurea ricordata nel bel saggio di Carlo Maria Cipolla.

Sottoscrivo quindi premesse e conclusioni del suo articolo di sabato ("In pista la buona educazione"). Tuttavia non condivido alcuni passaggi del suo ragionamento.

Dietro-front sulla ciclabile in via Forze Armate

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Sono bastate le proteste di qualche negoziante e di un comitato di residenti per far cancellare un tratto della nuova corsia ciclabile di via Forze Armate, pochi giorni dopo l'ultimazione dei lavori.

La giunta Pisapia forse dovrebbe decidere prima dell'avvio dei lavori cosa vuole: dare più spazio a chi si muove in bici o lasciare tutto come è ora, ovvero auto sempre e ovunque.

http://archiviostorico.corriere.it/2012/agosto/25/Sparisce_nuova_pista_ciclabile_Forze_co_7_120825015.shtml

http://baggio.milanotoday.it/pista-ciclabile-forze-armate-cancellata.html

http://www.milanopost.info/2012/08/07/milano-continua-lansia-da-pista-ciclabile-di-maran-due-pennellate-di-bianco-cancellano-centinaia-di-posti-auto-nasce-un-comitato-che-vuole-rivolgersi-al-tar/

AreaC e i giovedì dello shopping

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Sui quotidiani di oggi sono apparsi alcuni articoli in cui si accenna nuovamente all'ipotesi di istituire una giornata settimanale di apertura anticipata al traffico in AreaC:

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_agosto_22/areac-ipotesi-abbonamento-residenti-settembre-sospensione-2111523503667.shtml

http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/08/22/news/musei_banche_e_uffici_aperti_per_le_notti_bianche_di_area_c-41287186/

Il commento di Eugenio Galli, presidente di Ciclobby:

L'ipotesi dei "giovedì dello shopping" è intrinsecamente sbagliata epericolosa.
Sbagliata, perché parte dal presupposto che, per fare shopping, occorra usare l'auto (semmai si dovrebbe in quei giorni estendere AreaC fino a notte, con un rinforzo eccezionale dei mezzi pubblici, dimostrando che è possibile un modo diverso di vivere la città).
Pericolosa
, perché si insinua nel provvedimento (AreaC) come un cavallo di Troia e rischia di comprometterne la stabilità, ritorcendosi in suo danno. Così è per ogni eccezione che non sia chiara e ben motivata, anche giuridicamente, costituendo vizi di logicità e coerenza del provvedimento. Lo abbiamo detto da subito alla giunta e ribadito ogni volta agli assessoridella partita. Anche insieme alle altre associazioni ambientaliste.

A noi AreaC sta molto a cuore. A differenza, per quel che leggo, dei vari Buongiardino. Apprezzo molto le parole chiare degli assessori Bisconti e D'Alfonso: non sia quella dei giovedì una iniziativa dal sapore risarcitorio (anche se questo è stato senza dubbio il vizio d'origine della proposta). Però queste criticità restano. Ed è bene metterle in conto prima, per non doversene pentire poi.

Fine ingloriosa di una iniziativa lodevole?

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E' dei giorni scorsi la notizia di un sostanziale fallimento della iniziativa di marchiatura antifurto avviata dalla Provincia di Milano in occasione della prima Giornata nazionale della Bicicletta (8 maggio 2011): MiBici Sicura.
Così sintetizzava, lo scorso 8 agosto, il quotidiano la Repubblica: «La Provincia voleva creare un'anagrafe delle due ruote. Mai arrivati i kit tecnici alle forze dell'ordine. I rivenditori: "Il sistema non funziona e soprattutto non lo conosce nessuno"». [link all'articolo]

Sia consentito un commento a caldo.
Questo purtroppo è ciò che succede quando si vuole perseguire un risultato unicamente per spenderlo a fini politici, utilizzandolo come una bandiera, in assenza di una attenzione reale ai contenuti concreti. Senza un coinvolgimento esteso; senza una visione strategica, un'informazione diffusa, una possibilità di controllo trasparente. Rischiando così di far fallire un progetto che riguarda invece un problema molto sentito dai ciclisti: quello del contrasto al furto delle bici.
Lo ripetiamo ancora: non basta la concessione di un patrocinio o un'iniziativa estemporanea per fare delle buone politiche per la mobilità ciclistica. Il tempo delle improvvisazioni dovrebbe essere terminato.

Lavori in corso

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Questa è la versione provvisoria del nuovo sito.

Come già comunicato nelle scorse settimane, abbiamo dovuto abbandonare il vecchio sito a causa di un attacco informatico che impediva di continuarne l'utilizzo.

Tutta una serie di funzionalità a cui eravamo, ed eravate, abituati non sono più disponibili.
Vi chiediamo quindi di essere pazienti, nelle prossime settimane ripristineremo tutto meglio di prima!

Nel frattempo abbiamo abilitato una versione meno colorata del Calendario. Nonostante ciò il nuovo calendario ha alcuni vantaggi che permettono di muoversi tra gite e appuntamenti più agevolmente.

Potete continuare a consultare il vecchio sito cliccando qui.

Nel vecchio sito purtroppo non funzionano una lunga serie di moduli che servivano per inserire informazioni di vario tipo:

  • il modulo per contattare la segreteria
  • il modulo per i pagamenti tramite bonifico o paypal (comunicate i dati via email ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. )
  • il modulo per gli annunci
  • i moduli per l'inserimento di gite e appuntamenti (organizzatori e capigita sono invitati a contattare la segreteria e la coordinatrice di cicloturismo per nuovi inserimenti e modifiche)

Sempre nel vecchio sito molte pagine vengono visualizzate in maniera incorretta o incompleta.
Il Calendario non viene più aggiornato, fate riferimento a quello presente nella nuova versione del sito.
In caso di dubbi contattate la segreteria.

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