Avviso zona Bianca

A partire dal 14 giugno 2021 con l'entrata della Lombardia in zona Bianca varranno le regole seguenti.

La sede è aperta al pubblico dal martedì al venerdì dalle 17 alle 19 e il sabato dalle 10:30 alle 12.
L'accesso è soggetto alle regole di distanziamento.
Nei giorni e orari di apertura è possibile contattare la segreteria via telefono: 02 69311624.
La segreteria è comunque raggiungibile via email segreteria@ciclobby.it.

Attività cicloturistiche e giri cittadini si svolgono regolarmente, le attività in sede sono sospese.
Non ci sono più limitazioni al numero di partecipanti ma ci appelliamo al senso di responsabilità di ognuno per il rispetto delle norme sanitarie di distanziamento.
Per la partecipazione alle attività si faccia riferimento al seguente articolo per le norme di comportamento: Norme attività di FIAB Milano Ciclobby


 

MILANO 2021: AUTOSALONE O CITTÀ DELLE PERSONE?

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36 associazioni e comitati contro le modalità scelte per l'organizzazione del Milano Monza Open-Air Motor Show: "Manifestazione anacronistica, occorre diminuire il tasso di motorizzazione privata, non incentivarla"

Nonostante numerosi rinvii causa Covid, dal 10 al 13 giugno 2021 a Milano e a Monza si terrà il Milano Monza Open-Air Motor Show, con decine di auto in esposizione lungo 3 Km di vie pedonali, da San Babila attraverso Piazza Duomo, perfino intorno alla cattedrale, per arrivare al Castello Sforzesco.

Le oltre 100 automobili e motociciclette esposte, si legge sul sito web dell'evento, presenteranno dei "QR code posti su ogni pedana che permetteranno agli interessati di visualizzare la pagina riservata ad ogni modello, con schede tecniche, immagini, video e link per contattare le case costruttrici."

Le associazioni della società civile e gli attivisti di reti e realtà nazionali e lombarde richiamano l'attenzione dei cittadini e dell'amministrazione sulla contraddizione di ospitare e patrocinare un evento come questo: da una parte si incentiva direttamente l'acquisto dei prodotti "di oltre 50 brand costruttori", trasformando lo spazio pubblico in un autosalone privato; dall'altra Milano tenta di promuovere la sua immagine nazionale e internazionale di città sostenibile e attenta alle esigenze di sicurezza e benessere dei cittadini di tutte le età e le abilità.

Per rendere le città sostenibili, sicure, vivibili per tutte le persone, occorre diminuire il tasso di motorizzazione privata, non incoraggiarlo con iniziative che vanno in contraddizione con le linee guida del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) approvato dallo stesso Comune di Milano nel 2020. Milano è inoltre in evidenza nella rete globale C40 Cities e già nel 2000 aveva sottoscritto la Carta di Aalborg (Carta delle città europee per uno sviluppo durevole e sostenibile).

 

Le città europee (Berlino, Berna, Vienna, Francoforte, solo per fare alcuni esempi) hanno tassi di motorizzazione privata molto inferiori a quelli delle città italiane che, come si evince anche dalla recente ricerca di Legambiente Clean Cities (2021), soffrono di un notevole ritardo. L'Italia è uno dei paesi con il più alto tasso di motorizzazione in Europa, con 656 automobili ogni 1000 abitanti (Milano: 495).

Se vogliamo uno spazio pubblico più democratico e inclusivo dobbiamo cambiare il modello di mobilità. Sempre meno auto private, più spazio alle persone, a partire dai minori, dagli anziani e dalle persone diversamente abili; sempre più spostamenti con veicoli a emissioni realmente zero, sempre più condivisi, collettivi, silenziosi e sicuri. In attesa che anche l'Italia prenda posizione sulla proposta di vietare la vendita di veicoli diesel e benzina al 2030 in Europa, attualmente sottoscritta da nove paesi UE, i danni di una motorizzazione eccessiva continuano a essere ingenti e sotto gli occhi di tutti: incidenti, congestione, inquinamento, alterazione del clima, mancanza di spazio per attività commerciali e per il benessere, bolle di calore, cementificazione, consumo di suolo.

Le auto sono inoltre armi improprie: quando non rimangono bloccate in un ingorgo diventano sempre più veloci e letali: nel 2019 a Milano sono morte 34 persone, con oltre 10.000 feriti, per un totale di oltre 8.000 incidenti. Pensando alla salute delle giovani generazioni, mai come in questo periodo storico i bambini si muovono così poco: il 73% dei bambini italiani è accompagnato a scuola in auto, anche per brevi tratti, con ripercussioni negative sulla salute psico-fisica, sull'autostima e sulla loro futura indipendenza.

Alti sono i costi sanitari e sociali legati all'inquinamento della città (perdita di anni di vita e di giornate di lavoro). L'aria della Pianura Padana è pesantemente contaminata da pericolosi inquinanti prodotti da fonti diverse. Nelle città questi sono maggiormente causati dal traffico veicolare, considerando le emissioni primarie, il secondario e il risollevamento delle polveri. L'usura e l'abrasione di asfalto, pneumatici, freni e frizioni sono fonti inquinanti in aumento e le auto elettriche, da sole, non risolveranno quindi il problema dell'inquinamento e del traffico in città, né gli effetti negativi sul clima.

Perché quindi invogliare la gente a comprare ancora più auto, se siamo già al capolinea? Serve invece più coerenza: Milano non può sostenere la sua immagine green e sostenibile se al contempo patrocina un evento come il Milano Monza Open-Air Motor Show. Piuttosto, promuova in sede regionale e nazionale il modello di Città 30 Km/h: una città efficiente, sana, produttiva e sicura per tutte le età e le abilità, con sempre più trasporto collettivo, uscendo dalla logica di città parcheggio e autodromo o, come in questo caso, di città autosalone.

Le associazioni chiedono al governatore della Regione Lombardia e ai sindaci di Milano e Monza di ripensare al sostegno concesso a una manifestazione anacronistica come questa, che contribuisce a promuovere la necessità della motorizzazione di massa, ormai fuori dalla storia: perfino in Italia il Motor Show di Bologna ha da tempo cessato la sua programmazione, mentre in seguito alle contestazioni il Salone dell'Automobile di Francoforte non si terrà più nella città che a lungo lo ha ospitato.

Il pomeriggio di sabato 12 giugno le associazioni invitano tutti i cittadini a visitare il Motorshow in modo consapevole e critico, cercando i QRCode che spiegano i reali effetti di una motorizzazione indiscriminata, per mostrare che un altro mondo (e modo di spostarsi) è possibile.

Associazioni e comitati sottoscriventi

Legambiente Lombardia Onlus
Legambici - Legambiente per la mobilità attiva e la ciclabilità APS Milano
Circolo Legambiente A.Langer Monza
Genitori Antismog APS
Rete Vivinstrada
Famiglie senz'auto
MobiGe - Genova
Cittadini per l'Aria
Bike to School
FIAB Milano Ciclobby
Extinction Rebellion Milano
Ciclisti Urbani Rimini
#Genovaciclabile
#salvaiciclisti Bologna
Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova
Massa Critica Genova
Rinascimento Genova
Massa Marmocchi Milano
Vas Verdi ambiente e società
Coordinamento BiciPace
Fiab MonzainBici
Ecodallecitta.it
Campagna Strade Scolastiche
Comitato Parco di Monza
Comitato "Villa Reale è anche mia"
Greenpeace Italia
Associazione Salvaiciclisti Roma APS
Kyoto Club
AMoDo - Alleanza Mobilità Dolce
Ciclostile - ciclofficina popolare del Centro Sociale Bruno di Trento
Fridays for Future Milano
Fondazione Luigi Guccione Onlus
Marco Pietrobono Onlus
AIFVS Associazione Vittime della Strada
hub.MAT APS
Fondazione Michele Scarponi Onlus

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