BiciMondo: La Tasmania in bici

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Senso unico eccetto bici: dati vs opinioni

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Segnaliamo questo articolo di Eugenio Galli pubblicato sul settimanale Arcipelago Milano:

Da qualche mese è in discussione al Parlamento la riforma del Codice della Strada finalizzata a dare, negli intenti dichiarati dal legislatore, maggiore attenzione alla mobilità sostenibile, alla pedonalità, alla ciclabilità. Tra le misure proposte, vi è quella di regolamentare il "senso unico eccetto bici", ovvero la possibilità di far circolare, a determinate condizioni, le biciclette nei due sensi su strade a senso unico per gli altri veicoli.

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Magnolie e ciclabili

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Eugenio Galli, presidente di FIAB MIlano Ciclobby scrive ad Isabella Bossi Fedrigotti sulla questione delle magnolie da abbattere in largo Cairoli per far spazio ad una pista ciclabile.

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_settembre_26/cairoli-maxi-magnolia-sacrificata-bici-mille-firme-contro-taglio-5673a830-454b-11e4-ab4c-37ed8d8aa9c2.shtml

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_settembre_26/pisapia-consiglieri-salveremo-magnolia-largo-cairoli-2e4b45b2-458b-11e4-ab4c-37ed8d8aa9c2.shtml

A volte lo sconcerto è enorme. Non si sa se sia meglio tacere o parlare. Sorge il dubbio di avere perso qualche pezzo strada facendo, di ignorare dei passaggi, di non avere tutti gli elementi necessari a comprendere. Altrimenti, non si capisce perché certe cose irragionevoli vengono fatte e altre, utili e necessarie, vengono magari accantonate.
Ho letto in questi giorni la incredibile vicenda della magnolia che si voleva abbattere per far posto a una pista ciclabile. Ringrazio il sindaco e i consiglieri che si sono attivati per fermare un simile inutile scempio.
Sulla utilità di quella pista, e sui suoi costi, torneremo in altra sede.
Ma poi mi chiedo: questo progetto risale al 2007. Siamo nel 2014. Sono passati sette anni sette. Se già non mi capacito che qualcuno abbia progettato secondo certi criteri e senza tenere conto delle preesistenze e del contesto, e questo è un primo motivo di riflessione che dovrebbe spingere anche a valutare delle responsabilità sulle scelte progettuali, resto a dir poco senza parole nel vedere che siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno. E tutti i controlli intermedi? E i pareri di fattibilità? E le autorizzazioni? E la Soprintendenza?
E se nessuno avesse protestato?

Come non capire che il verificarsi di situazioni di questo tipo (un altro esempio è sulla proposta relativa all'abbattimento dei platani di viale Zara) non favorisce la partecipazione dei cittadini ma aumenta essenzialmente la loro diffidenza verso i cambiamenti, compromettendone la fiducia?

Noi non vogliamo contemplare Milano attraverso le cartoline.

E meno che mai possiamo accettare che la ciclabilità sia chiamata a fare da scudo per interventi che di sostenibile hanno ben poco.

Eugenio Galli

 

 

 

 

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