Riqualificazione Stazione Centrale: osservazioni e proposte

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Il Gruppo Tecnico della nostra associazione ha inviato a Grandi Stazioni Retail e agli Assessori del Comune di Milano Maran e Granelli  alcune osservazioni sulla proposta di riqualificazione delle aree della Stazione Centrale di Milano.

Stazione Centrale di Milano: osservazioni e proposte di Fiab Milano Ciclobby sul piano di risistemazione e riqualificazione degli immobili e delle aree adiacenti

Il progetto di risistemazione e riqualificazione della Stazione Centrale e dei Magazzini Raccordati, curato da Grandi Stazioni Retail, presentato dal Comune di Milano nelle linee generali a marzo 2018, evidenzia alcune criticità non risolte su cui vogliamo qui esprimere la nostra opinione, affinché se ne possa tenere conto sin da subito nel prosieguo dell'analisi e nella definizione del progetto alle successive scale di dettaglio, prima dell'avvio della fase esecutiva.

1. LA VISIONE: LA MOBILITA' AL CENTRO

Riteniamo in assoluto prioritaria ed irrinunciabile l'assunzione esplicita di una chiara visione a supporto dell'intero progetto, che assuma come principale focus le esigenze funzionali e di servizio all'utenza.

Per sua natura, una stazione non è infatti un centro commerciale; è invece, prima di tutto, una struttura di servizio dedicata alla mobilità e al passaggio da un mezzo di trasporto ad un altro. E a queste funzionalità deve rispondere con la massima efficienza e attenzione possibile.

L'incorporazione di tale visione nel progetto consente di elaborare meglio qualsiasi intervento prima, evitando di dovervi porre rimedio dopo, con aggravio di costi e perdita di efficacia e di qualità della realizzazione (come purtroppo in alcuni casi avvenuto nel decennio scorso, in occasione dei precedenti lavori di ristrutturazione interna allo scalo).

Dunque, considerando la Stazione Centrale prima di tutto un nodo della mobilità e dell'intermodalità, il progetto deve essere pensato e calibrato su queste priorità.

Osserviamo invece ad esempio che il documento progettuale generale, illustrato nella prima presentazione pubblica, evidenzia una visione fortemente improntata alla soluzione dei problemi di degrado e vivibilità, a detrimento di altre essenziali: ad esempio non è individuata l'area kiss&ride.

Pertanto, è a partire da queste funzioni primarie e imprescindibili, che si deve incentrare il ridisegno delle aree intorno alla Stazione Centrale, con la definizione della mobilità prima di tutto, a cui affiancare un ridisegno dello spazio pubblico che permetta ai viaggiatori di orientarsi correttamente e ai cittadini di riappropriarsi di uno spazio fortemente degradato.

I criteri che meglio rappresentano la visione sopra descritta sono i seguenti:

  1. avvicinare la città e i cittadini ai treni, garantendo un'accessibilità fluida, agevole, sicura e migliorando le diverse forme d'interscambio: Trasporto Pubblico Locale (TPL), navette da e per gli aeroporti, taxi, pedoni, biciclette.
  2. allontanamento della sosta dei veicoli privati, prevedendo comunque un'agile area per la fermata kiss&ride (necessaria e inevitabile), impedendo la sosta selvaggia e lavorando al contempo sui parcheggi di cintura urbana e la loro connessione veloce con la Stazione Centrale, attraverso il TPL, per disincentivare la penetrazione in città con veicoli privati.

2. ANNOTAZIONI SPECIFICHE SUL PROGETTO

Sulla base del documento progettuale generale di cui si è fatto cenno all'inizio e delle informazioni attualmente disponibili, riteniamo di precisare le seguenti richieste e osservazioni.

  1. PARCHEGGIO VEICOLI FRA LUNIGIANA E TONALE
    La previsione di 400 posti auto, nello spazio alle spalle del museo della Shoah, come parcheggio a rotazione aumenta il carico di traffico sull'asse della circonvallazione esterna.
    Proponiamo che tale spazio sia adibito a parcheggio a pagamento per "soste lunghe", solo per viaggiatori e solo su prenotazione.
  2. PARCHEGGIO SCOOTER E MOTO
    I marciapiedi sono ingombri di auto e scooter.
    Prevedere appositi spazi riservati e delimitati su strada, al posto della sosta veicolare irregolare, e impedire il parcheggio irregolare sui marciapiedi.
  3. SOSTA BREVE ("KISS AND RIDE")
    Gli attuali spazi di fermata (cd. "kiss and ride") rimangono gli stessi, senza risolvere quindi il caos attuale di accessibilità alla stazione.
    Destinare un'area per questa funzione specifica, che si ritiene ineliminabile.
    Considerare, nel dimensionamento, anche lo sviluppo del car pooling (con ambiti di sosta breve).
  4. TAXI
    La proposta che è stata illustrata al pubblico vede due aree distinte: un'area "drop off", per la discesa dei passeggeri, e una di stazionamento in attesa, non collegate tra loro.
    Riteniamo che il lungo tragitto che il taxi dovrebbe percorrere per spostarsi dall'area di discesa a quella di attesa non solo non sia funzionale, ma creerebbe un movimento automobilistico ulteriore intorno all'area.
  5. CAR SHARING
    riservare aree di sosta dove lasciare e prelevare i mezzi del car sharing.
  6. STAZIONE BUS
    Indicata davanti all'edificio delle ex-Poste, dai rendering presentati appare molto piccola; inoltre non si comprende come avverrà la movimentazione continua dei mezzi in arrivo, in sosta e in partenza, da e per direzioni diverse ed opposte.
  7. BICISTAZIONE IN PIAZZA LUIGI DI SAVOIA
    Nell'attuale progetto dedicato alla Stazione Centrale non viene precisato il numero di biciclette che potrebbero essere ricoverate nella bicistazione. Si ritiene a tale proposito necessario adottare quale base di calcolo un numero ben maggiore di quelle che si trovano attualmente presenti nell'area, considerando che la presenza di un servizio dedicato incentiverebbe l'uso della bici per raggiungere la stazione, rendendo quindi prevedibile anche un significativo incremento della domanda rispetto ai valori attuali.
    La velostazione dovrebbe essere di tipo automatico, con accesso mediante tessera.
    Occorre pensare alla gestione, che deve essere sostenibile economicamente per il gestore e dovrebbe fornire anche servizi accessori al ciclista (per es. manutenzione, riparazione, noleggio, informazione...).
  8. CICLABILITÀ
    Affermato il principio che occorre assicurare una agevole e fluida accessibilità alla stazione in bici, la ciclabilità non deve essere residuale, quindi non deve essere ricavata sui marciapiedi in promiscuo coi pedoni, a maggior ragione in considerazione dell'intensità dei relativi flussi.
    La sistemazione della piazza e degli spazi laterali deve semplificare la viabilità, privilegiando i pedoni, gli accessi al TPL dei pedoni, il transito delle biciclette da e per la stazione, e anche di attraversamento.
  9. MAGAZZINI RACCORDATI
    La nuova destinazione d'uso prevista per i Magazzini Raccordati (Polo del gusto e luogo "satellite" per gli appuntamenti della Milano Design Week) richiede una visione circa il tema della sosta dei veicoli commerciali (carico/scarico merci) e dei veicoli privati: un'occasione per la mobilità cittadina di rivedere il concetto di strada (pensare ad una zona 30) privilegiando l'accessibilità e la dimensione dello spazio pubblico per le persone, invertendo la tendenza di destinare sempre più spazio alla sosta dei veicoli privati (l'aumento della dotazione di sosta attrae veicoli e genera ulteriore traffico).

Auspichiamo che per lo sviluppo del progetto ci sia il tempestivo coinvolgimento degli stakeholders, confermando fin da ora la nostra disponibilità a collaborare, con proposte, suggerimenti e verifiche, alla definizione della mobilità ciclistica.

Allegati:
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Ciao Alessandro

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Alessandro Gioia, socio di FIAB Milano Ciclobby da molti anni, viveva praticamente in bici dove era felice più che in qualunque altro momento.
Ci ha lasciato improvvisamente creando un tremendo vuoto, riempito dall'amicizia e l'affetto con cui moltissimi amici ciclisti che hanno condiviso con lui gite, scoperte, avventure, emozioni lo ricorderanno.
Simpatico, disponibile, esuberante, gentile e scavezzacollo, sapeva stupirsi con l'ingenuità di un fanciullo e consigliarti con la saggezza di un navigato esperto; la sua amicizia contagiosa riusciva a farti vedere il lato positivo delle cose e farti dimenticare quello negativo.
Dire che ci mancherà è veramente troppo poco.

Un corso per progettare città a misura di bicicletta

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Segnaliamo un serie di incrontri online gratuiti organizzati dal sito Bikeitalia.it sul tema della mobilità in bici.

Tra i temi che verranno affrontati:

  • il modello della mobilità nuova,
  • le Zone 30 e la moderazione del traffico,
  • biciplan e sperimentazioni
  • il comfort per i ciclisti in ambito urbano ed extraurbano.

Il primo webinar introduttivo si svolgerà mercoledì 20 giugno alle 13.

Relatori del corso saranno:

  • Paolo Pinzuti – Editore di Bikeitalia.it e CEO di Bikenomist srl;
  • Matteo Dondé – Architetto urbanista, esperto in pianificazione della mobilità ciclistica;
  • Valerio Montieri – Architetto, esperto di reti ciclabili anche in ambiti protetti e riqualificazione ambientale

Informazioni dettagliate e modalità di iscrizione

 

 

Domenica 3 giugno è il #worldbicycleday

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Lo scorso aprile le Nazioni Unite hanno adottato una risoluzione che stabilisce che il 3 giugno di ogni anno sarà il #worldbicycleday, la giornata mondiale dedicata alla bicicletta.

ECF coglie l'occasione per dimostrare che la bicicletta è celebrata in ogni strada, in ogni città, in ogni paese d'Europa e probabilmente in ogni paese delle Nazioni Unite. Mae questo abbiamo bisogno del vostro aiuto.

Domenica 3 giugno, dite a noi e al mondo cosa state facendo per festeggiare la ricorrenza del #worldbicycleday.

Vi chiediamo di scattare una foto o un video di voi stessi con i vostri amici, famiglia, colleghi, questa domenica di fronte a un punto di riferimento o a un cartello stradale che faccia riconoscere il luogo in cui è stata ripresa l'immagine.

Qui sotto uno scatto di un ciclista belga

Dopodiché postate l'immagine o il video su twitter o facebook con la didascalia: celebrating #worldbicycleday in... nomecittà o luogo

Non vediamo l'ora di vedere dove sarete a festeggiare il #worldbicycleday

Parcheggio di via Borgogna: flashmob

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MOBILITA'. PARCHEGGIO DI VIA BORGOGNA - ATTIVISTI E AMBIENTALISTI ORGANIZZANO UN FLASHMOB PER UN UN USO ALTERNATIVO DELLO SPAZIO PUBBLICO

Protesta dei cittadini dopo la scelta del Comune di creare un parcheggio temporaneo al posto del cantiere del parcheggio interrato in via Borgogna, fermo da anni per questioni legali

Milano, 31 maggio 2018 - I cicloattivisti della Milano Bicycle Coaltion insieme ai Genitori Antismog e FIAB Milano Ciclobby, hanno organizzato ieri sera un "flashmob", un aperitivo, partite a scacchi e di badminton in via Borgogna dove da pochi giorni è stato creato un parcheggio temporaneo al posto del cantiere per la creazione di un parcheggio interrato, bloccato da anni per questioni legali.

Per Guia Biscaro presidente di Ciclobby "in nessuna città europea si avrebbe avuto il coraggio anche solo di pensare ad un parcheggio gratuito per auto ad uso esclusivo dei residenti e di moto in una zona così centrale. Con questa iniziativa abbiamo dimostrato come avrebbe dovuto essere: spazio pubblico per le persone. Inoltre, non è stata installata neanche una rastrelliera per le bici, quando in un posto auto ci stanno comodamente 8-10 biciclette".

Marco Ferrari, presidente dei Genitori Antismog si dichiara "deluso dai toni trionfalistici che l'assessore Marco Granelli ha usato per annunciare questa brutta soluzione, soprattutto per il fatto che l'assessore aveva collaborato ed era entusiasta dell'esperienza di #tréntaMI di qualche settimana prima, dove abbiamo fatto esattamente il contrario: spazio pubblico restituito alle persone con una sperimentazione di zona 30 nella zona di piazza San Luigi"

Per Marco Mazzei di Milano Bicycle Coalition: "la soluzione temporanea adottata in via Borgogna è una delle cose più brutte che si sono viste a Milano negli ultimi 10 anni. È un luogo che sembra il set di un film dell'orrore, uno spazio che ci riporta indietro negli anni Cinquanta e Sessanta quando pensavamo che fosse necessario riempire le piazze delle città con le automobili. Via Borgogna fa ancora più impressione alla luce del percorso che Milano ha avviato per immaginare la città del futuro, città nella quale ci dovrà essere molto più spazio per le persone (panchine, tavolini, dondoli, ombrelloni) e molto meno per le automobili".

Altre immagini del flashmob.

TrèntaMI Zona30 gente contenta: com'è andata

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E' passata poco più di una settimana da quando piazza San Luigi, via Scrivia, via Tagliamento e via Don Bosco sono tornate ad essere come lo sono sempre state in questi anni: spazi inospitali, per non dire brutti, Invasi dalle auto in divieto di sosta o ammassate agli incroci, i lunghi attraversamenti pedonali resi più perisolosi dalla velocità con cui gli automobilisti effettuano le svolte.

Per quattro giorni, dal 10 al 13 maggio, grazie al progetto "tréntaMi" gli abitanti della zona hanno potuto "toccare con mano" cosa vuol dire vivere in quartiere che sia davvero una Zona 30. I Genitori Antismog, insieme con FIAB Milano Ciclobby, con la consulenza e su progetto di Matteo Dondé, con la collaborazione del Comune di Milano, hanno "trasformato" il volto di un quartiere rallentando le auto, rendendo più agevoli gli spazi pubblici, aumentando quindi la sicurezza e la vivibilità.

Abbiamo portato a compimento un percorso iniziato esattamente un anno prima, il 5 maggio 2017, quando il sindaco Beppe Sala e l'assessore Marco Granelli hanno dato il loro benestare alla nostra idea: realizzare, per la prima volta a Milano - e in Italia in una grande città - una sperimentazione di Zona 30 progettata "dal basso" e partecipata da associazioni e cittadini.
Ma tutto nasce ancora prima, dall'architetto urbanista Matteo Dondé, che ha portato in Italia questo modo di progettare le Zone 30, già diffuso in Europa, realizzando dal 2013 al 2015 le sperimentazioni di Terni, Modena, Casalmaggiore e Reggio Emilia. Con Matteo Dondé e con il supporto dei tecnici dell'Assessorato alla mobilità e ambiente del Comune di Milano e AMAT, abbiamo quindi individuato l'area, progettato e realizzato la sperimentazione.

Cosa significa moderazione del traffico?
Non significa banalmente far andare più piano le auto, quanto invece affrontare il problema della qualità degli spazi pubblici urbani.
La ZONA 30 è uno strumento efficace per riqualificare lo spazio pubblico e incentivarne gli usi: con la trasformazione di una strada urbana in ZONA 30 aumentano gli spazi pedonali; migliora la convivialità sulla strada; la circolazione diventa più fluida e i negozi di quartiere hanno "parcheggiate" davanti alle vetrine... le persone!

Un altro importante elemento a favore delle Zona 30 è che consentono di recuperare spazio oggi inutilmente sprecato per le carreggiate, e spesso occupato da auto in sosta vietata e pericolosa, come la doppia fila e agli incroci, a favore della riqualificazione dello spazio pubblico per tutti gli utenti della strada.

(Per chi volesse approfondire l'argomento consigliamo questo documento:
https://www.slideshare.net/MatteoDond/ragioni-tecniche-citt-30-e-lode)

Come è andata? Le foto potrebbero bastare per dire che è andata benissimo! Sul campo abbiamo potuto constatare come il traffico abbia rallenato, come i pedoni – anzi: le persone! - si potessero muovere con maggiore facilità e sicurezza, soprattutto bambini, anziani e persone con mobilità ridotta, e di come gli spazi liberati dalle auto in divieto di sosta venissero occupati dai cittadini per momenti di socialità e convivialità. Infine anche gli automobilisti si muovevano meglio riuscendo a parcheggiare con più facilità.

Ecco perché #zona30gentecontenta!

Sulla pagina Facebook: http://www.facebook.com/genitoriantismog potrete trovare molte foto di quei giorni con l'hashtag #tréntaMi e i rilanci sulla nostra pagina https://www.facebook.com/FIABMILANO

In questi due video il progettista Dondé spiega gli interventi principali attuati in via Scrivia https://www.facebook.com/genitoriantismog/videos/1624077030995389/) e l'incrocio fra via Don Bosco e via Tagliamento https://www.facebook.com/genitoriantismog/videos/1623085254427900/)

E ora?

Vorremmo, se le risorse ce lo consentono, portare questa sperimentazione in altri quartieri di Milano: abbiamo già ricevuto tantissime richieste da parte di cittadini di altre zone che hanno visto l'intervento al Corvetto e vorrebbero che una simile sperimentazione fosse fatta nel loro quartiere.

Vorremmo, soprattutto, che queso concetto di ridistribuzione dello spazio pubblico tra tutti gli utenti della cittò, pensato prima di tutto per le persone, diventasse il concetto-base da cui partire per progettare gli spazi urbani, così come ormai succede nelle città avanzate di tutto il mondo.

Concludiamo ringraziando gli sponsor Patagonia e Vittoria Italia, che hanno reso possibile questo progetto, la social street "piazza San Luigi e dintorni" e le associazioni di zona per le attività nel quartiere, Confesercenti Milano e i negozianti che credono come noi che la moderazione del traffico e quartieri più vivibili portino più clienti e più affari. Ringraziamo inoltre i tecnici dell'Assessorato Mobilità e Ambiente per il loro supporto fattivo (e anche pratico durante l'allestimento), AMSA e la Polizia Locale di Municipio 4, il Municipio 4 nella persona del suo presidente Paolo Guido Bassi
Infine grazie a tutti i volontari di Genitori Antismog e di FIAB Milano Ciclobby così come ai cittadini che hanno lavorato con noi per realizzare questa sperimentazione.

Altre foto: http://www.ciclobby.it/cms/foto/foto-di-eventi-cittadini/gallery/479

 

Assemblea ECF a Milano

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Il 18, 19 e 20 maggio si è svolto a Milano l'Annual General Meeting di ECF, la federazione di cui fa parte la FIAB e quindi anche la nostra associazione.

Durante i lavori il consigliere della FIAB Alessandro Tursi è stato eletto vice-presidente di ECF: http://www.fiab-onlus.it/bici/attivita/varie/item/2002-fiab-ecf-vicepresidente-tursi.html

Nei giorni di svolgimento dell'assemblea è tradizione che l'associazione ospitante organizzi delle visite o delle escursioni per mostrare la città o i dintorni ai delegati.

Di questo si sono occupati Fabio Lopez che ha curato un giro cittadino e Andrea Scagni che ha organizzato una pedalata sino alla Certosa di Pavia.

Ecco il resoconto di Scagni:

Una giornata tiepida e soleggiata ci ha permesso di offrire ai delegati di ECF presenti a Milano per l'assemblea 2018 una piacevole escursione lungo la ciclabile del naviglio pavese fino alla Certosa di Pavia. Il gruppo super eterogeneo, ma subito affiatato, includeva irlandesi, ucraini, greci, danesi, bielorussi, tedeschi, olandesi, inglesi, austriaci e svizzeri. Tra gli altri, Manfred Neun presidente della World Cycling Alliance, e William Nederpelt vice presidente ECF.

Entusiasmo alle stelle di tutti per l'inaspettato sole che ci ha baciato. La partenza dal parco delle basiliche, tra emergenze storico-artistiche insigni e il verde dei giardini ha subito entusiasmato il gruppo, che ha proseguito lungo il naviglio dopo la Darsena, soffermandosi brevemente anche sul sistema di chiuse progettate da Leonardo da Vinci.

Raggiunta la certosa in tempo nonostante qualche ritardo, la visita ha lasciato tutti colpiti dalla spettacolarità e ricchezza del monumento e dalla maestosità dell'ambiente.

Il percorso ciclabile sul naviglio pavese è stato apprezzato da tutti; addirittura sono stati richiesti contatti con tecnici e progettisti della ciclabilità milanese per un confronto tecnico con altre realtà.

Va ringraziato sentitamente BIKEMI per il supporto e aiuto a gestire le piccole emergenze del caso.

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