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2009 



Cicloturismo  > Ladri di biciclette 

Capita purtroppo spesso che qualche sconosciuto decida di applicare il bike sharing proprio con la nostra bicicletta ma si dimentichi poi di riportarla indietro.
Per cercare di ovviare a questo problema inauguriamo questa rubrica. I malcapitati potranno segnalare qui la scomparsa delle proprie bici. I lettori sono invitati ad aguzzare la vista e segnalare prontamente ritrovamenti o avvistamenti sospetti.

Inviate le segnalazioni a annunci@ciclobby.it con descrizione dettagliata della bici e del luogo dove e' avvenuto il furto, foto e un recapito dove venire contattati (email, cellulare, telefono).

grazie
Anche durante le vacanze...

... spariscono le biciclette

(27/07/2010) Voglio denunciare il furto di una Bianchi SPILLO DIAMANTE Lady Deore 27sp susp. Fork.
E' stata rubata di fronte alla torre Velasca, di fronte ai parcheggi del bikesharing il 26-07-10
in un orario compreso tra le 14:30 e le 19:30.
Era legata con una catena bloster ad un palo. E' l seconda bici che ci rubano in pochissimo tempo...e purtroppo con questa ci dovevamo partire venerdi per la Norvegia...
Contattare Andres:
andres_cdo@hotmail.it


 


Oggi...

... non vi parlo di un furto, ma di come proteggere la propria bici!
 
http://www.youtube.com/watch?v=oPDHPpnXPv8


Aiutamo Anna!
(16/12/2009) Anna ha comprato meno di un anno fa una bici tramite il servizio Annunci del sito. Purtroppo oggi ci scrive di nuovo, ma per il servizio "Ladri di biciclette" :
Buongiorno,
lunedì tra le 19.00 e le 20.00 mi hanno rubato la bici che avevo preso lì da voi 10 mesi fa.
era parcheggiata davanti al cam delle gabelle attaccanta alla ringhiera di fronte alle bici noleggio dell'atm.
la bici aveva: un cestello davanti non fisso; un grosso lucchetto della decathlon e uno piccolo; due campanelli di cui uno a forma di cane e un contachilometri.
Anna (amurazzo@hotmail.com)
Ecco la foto della bici. Non esitate a contattarci se la vedete in giro, non si sa mai!



(26/10/2009) Questa mattina (25 ottobre 2009) tra le 10 e le 13 a me e a mio marito sono state rubate due biciclette alla stazione della metropolitana di San Donato Milanese, davanti alla stazione delle biciclette.
 
Le due biciclette erano legate alla rastrelliera apposita e tra loro con due catene, che sono state tranciate. 
Essendo domenica e in pieno giorno, il luogo era pieno di gente, sia alle 10 che alle 13 quando siamo tornati. Possibile che nessuno abbia notato nulla?
Insieme alle nostre sono state rubate molte altre biciclette, almeno a giudicare dal fatto che alle 13 le rastrelliere erano quasi vuote, a parte qualche bicicletta rotta ancora legata, e vi erano diverse altre catene tranciate a terra.
Le nostre biciclette non erano nemmeno nuovissime, anzi, ma erano in buono stato e le usavamo molto sia per lavoro (mio marito), che per andare al lavoro (io).
Ovviamente ci siamo rimasti molto male, anche perchè spesso negli ultimi 15 anni io ho lasciato la bicicletta al metrò di San Donato per andare al lavoro e ora come farò a continuare a lasciarla?
Mi toccherà ricomprare un'altra bicicletta e non posso certo permettermi di farmi rubare una bicicletta tutti i giorni.....
Mi domando e vi chiedo perchè non ci sia in tutta Milano un parcheggio per biciclette custodito a pagamento: perchè si pensa solo a custodire le auto, nei parcheggi di corrispondenza delle fermate del metrò?
 
Comunque io e mio marito abbiamo inoltrato la denuncia di furto ai carabinieri di San Donato, non credo che servirà a ritrovare le biciclette, ma come "dovere civico", almeno per segnalare il furto delle biciclette: spero che anche gli altri che lo hanno subito denuncino il furto.
 
In allegato la foto della mia bicicletta.
 
Un saluto,



(07/05/2009) Purtroppo con l'arrivo della bella stagione tornano anche i furti di bicicletta
Ecco il messaggio di Marialaura; apriamo gli occhi, non si sa mai!

purtroppo oggi pomeriggio ho scoperto che mi hanno rubato bicicletta nel cortile interno del palazzo in cui vivo a Milano.
Abito in viale Beatrice d'este e la mia bici, nuova di zecca, era legata alla rastrelliera con una catena abbastanza grossa che è stata tagliata.
Penso che il furto sia avvenuto di notte anche perchè durante il giorno dubito che qualcuno possa mettersi a tagliare una catena in un cortile che rappresenta il passaggio obbligato per accedere alla scala b del palazzo.
Il furto è "casualmente" coinciso con le ferie della portiera  così che il ladro sapeva di agire con maggiore tranquillità dal momento che c'era meno sorveglianza.
al di là del costo della bicicletta credo che subire un furto e per di più all'interno del palazzo sia una cosa gravissima,
inoltre il valore affettivo era inestimabile perchè era il regalo di laurea del mio ragazzo e soprattutto non aveva neanche un mese di vita.
anche se so di non avere alcuna speranza ho deciso, dopo la disperazione di oggi pomeriggio, di fare denuncia ai carabinieri e soprattutto di non arrendermi davanti a queste gravi ingiustizie.
vi allego una foto della mia bici (l'unica che ho di quando me l'ha regalata)
se vi capitasse di vederla telefonate al 333 3052165
oppure mandate una mail all'indirizzo marialaurasacca@yahoo.it
grazie mille
Marialaura


BICISICURA - novità al Velostore
Approda a Milano, grazie al Velostore, il sistema Bicisicura. Il primo ed
unico sistema di identificazione personale della propria bicicletta,
quindi un efficace deterrente contro il furto.
E' l'unico strumento disponibile per dimostrare la proprietà della
bicicletta a seguito di furto e ritrovamento. E' l'unico sistema che
consente di assicurare la propria bicicletta, con garanzia di rimborso
sull'acquisto di una bicicletta nuova a seguito di furto.
Per saperne di più: http://www.bicisicura.it/


Un altro furto
Un altro furto di bicicletta... Aiutiamo Alberto!

Domenica 07-12-2008 presso la piscina Arioli Venegoni di Milano mi hanno rubato una bici da città all'entrata della piscina:
- colore blu con marca extreme sul telaio
- sellino di colore nero
- con 3 rapporti davanti e sette dietro con i cambi sulle manopole
- con una catena blu attaccata al telaio sotto la sella

Ho fatto  la denuncia alla polizia di stato contro anonimi .
Ho girato nei dintorni per trovarla ma senza esito
Visto che mi alleno sempre in bici e pratico triathlon da tanti anni, molte volte vi ho incrociato nei miei allenamenti.
Una volta ho incontrato il vostro gruppo a Turbigo e avevo fatto delle foto che le abbiamo messe nel sito di mio fratello che e' giornalista al www.mi-lorenteggio.com
Visto che voi siete in tanti magari riesco a ritrovarla!
Io spero nella giustizia perché non sono l'unico della piscina solo che molti stanno zitti io invece no

Per contatti o ritrovamento:
cell.338-2255497
e-mail: alberto.aggio@gmail.com


(03/11/2008) MTB Doniselli

Tentiamo di aiutare Achille che ci scrive:
“la mia mtb assai datata ma ben funzionante, con copertoni nuovi e di color nero e fucsia, marca doniselli mi è stata alleggerita la notte del 22 ottobre 2008 nel cortile di casa mia a cernusco sul naviglio in via don sturzo.

Contattare Achille: achillepam@tiscali.it


Eugeno Galli commenta...

A proposito di ladri di biciclette

In parallelo con lo sviluppo spontaneo dell’uso della bicicletta per sfuggire alla morsa del traffico urbano, è in grande crescita il furto di questo utile ed efficiente mezzo di trasporto.

Tuttavia, ora che la bicicletta non comporta più  - come magari poteva avvenire decine di anni fa - la perdita del posto di lavoro per l’impossibilità di raggiungerlo, l’attenzione ai furti di biciclette è molto bassa, rasentando in molte realtà la rassegnazione. Questa situazione va invece contrastata con forza ed intelligenza perché è causa di un gran numero di rinunce individuali ad usare la bicicletta o comporta l’impiego di mezzi insicuri e poco pratici, oltre che costituire una zona franca di illegalità.

I furti di biciclette, in altre parole, costituiscono un deterrente in più all'uso della bici in città ed alimentano un sistema di ricettazione tanto noto quanto impunito.

Una prima conseguenza di questo fenomeno è infatti la depressione del mercato delle biciclette: in primo luogo si tende ad usare sempre più bici scassate ritenute a prova di furto, spesso a torto, perché anche queste vengono rubate; in secondo luogo, quando se ne acquistano di nuove, frequentemente si va a comprarle ai grandi magazzini con prezzi in euro a due cifre, che valgono quello che costano: vale a dire, biciclette magari d’importazione, prodotte con materiali di infima qualità, che ben presto tendono a divenire rottami e le cui riparazioni spesso si rivelano poco convenienti o addirittura impossibili. Insomma, stante la piaga dei furti, sono pochi coloro che acquistano bici di buon livello per muoversi in città.

Un’altra conseguenza è che le bici inefficienti sono anche poco sicure.

Come aveva ben riassunto Luigi Riccardi, la catena del furto di biciclette è ben nota.

Al vertice della responsabilità c’è il ricettatore che rischia quasi nulla e guadagna molto.

Al secondo posto si colloca l’onesto cittadinoche, magari per rifarsi di un furto subito, non si fa alcun scrupolo ad effettuare un incauto acquisto e cioè a comprare una bicicletta pur con la consapevolezza della ragionevole probabilità che essa sia di provenienza furtiva. In realtà, il mercato delle bici rubate è tenuto in piedi ed alimentato proprio dalla forte domanda proveniente dagli onesti cittadini.

Al terzo posto si colloca il ladro, che rischia più di tutti (molto meno di una volta però, perché è in crescita la tendenza al menefreghismo della gente di fronte ad un ladro di biciclette in azione), per la misera paga che gli passa il ricettatore.

Allora, la prima raccomandazione è di non acquistare, in generale, bici usate perché - se è vero che chi dispone di una bici usata difficilmente è disposto a venderla - è ragionevole la presunzione che si tratti spesso di bici rubate.

Anche quando si è subito un furto, è meglio acquistare biciclette nuove, possibilmente non lesinando ad investire in sistemi efficienti (robuste catene, archetti a "U" e simili) per legare il telaio ad un supporto fisso quando si parcheggia il mezzo. Anche nel caso del lucchetto vale la regola secondo cui “chi più spende, meno spende”.

Comunque si deve evitare l’acquisto di bici usate delle quali si abbia il dubbio della provenienza furtiva: se è vero che, trattandosi di beni mobili non registrati, l'assoluta certezza della bontà dell'acquisto è difficile da ottenere, elementi sintomatici possono essere in questo caso il prezzo di vendita (particolarmente basso), come pure il contesto nel quale si svolge il "commercio", che poi qualifica anche la buona fede di chi acquista. E’ notorio, ad esempio, che in piazzale Cantore e al mercatino di San Donato si trovano bici rubate: quindi si eviti di acquistarle in quei luoghi.

In alternativa, ci sono invece esercizi commerciali dove è possibile acquistare un usato sicuro, la cui provenienza è conosciuta. Esistono poi a Milano alcune Ciclofficine dove si attuano progetti di recupero di materiali ciclistici abbandonati con l’essenziale collaborazione degli interessati a entrare in possesso di una bicicletta rigenerata.

Un’altra raccomandazione è di denunciare sempre i furti di bicicletta, senza farsi impressionare dall’operatore di polizia che dovesse segnalare l’inutilità della denuncia o addirittura consigliasse di andare personalmente nei luoghi di spaccio delle bici rubate per vedere se si ritrova la propria bici e per pretenderne la restituzione (dove, peraltro, in mancanza di una precedente denuncia circostanziata, ci sono scarse possibilità di riuscire a provare la proprietà del mezzo). Le denunce, se non altro, servono per misurare l’entità raggiunta dal fenomeno del furto delle biciclette e quindi per rivendicare un maggior impegno a perseguire questo tipo di reato da parte dei tutori della legge. I quali, già da ora, potrebbero comunque inventarsi qualcosa per disturbare i ricettatori da loro certamente ben conosciuti.

A tale ultimo proposito, con riferimento a quanto scritto dal sig. Alessandro Marcelli, vorrei far osservare che le violazioni penali nel suo caso sono a mio avviso due, una per il furto subìto, l’altra per l’omissione di atti d’ufficio dell’agente di polizia: il pubblico ufficiale non può rifiutarsi di ricevere la denuncia di un cittadino. Se lo fa, può essere a sua volta denunciato. Ma è proprio questo ciò di cui c’è bisogno?

 
Eugenio Galli (presidente Fiab CICLOBBY onlus)


(29/10/2008) Letto sul Corriere

Boom di furti delle bici, denunciare di più
La crisi ha rilanciato il mercato dei ladri, in giro c'è un esercito di disperati che hanno resuscitato un genere di furto da Dopoguerra
   
Caro Schiavi, questa mattina, entrata dal mio amico ciclista per comperare la mia diciannovesima bicicletta, mi sono messa a raccontare la varietà e perseveranza del mio essere oggetto di furti di bici: nuove e vecchie, colorate o nere, pieghevoli o rottami. L'osservazione del mio ciclista, e che vorrei trasmettere a quanti hanno esperienze simili, è stata questa: «Deve andare a fare denuncia. Altrimenti lei autorizza il ladro a sentirsi tranquillo possessore di un... dono. Se la sua bici rubata fosse accompagnata da denuncia e se lei, ai soliti noti mercatini, sapesse che sta comprando una bicicletta "con denuncia", non la comprerebbe. E quindi anche solo nel dubbio, si asterrebbe dall'incauto acquisto. Se nessuno compra bici usate e rubate... forse i ladri smetterebbero non avendone profitto». E, altra aggiunta: ma i soldi prodotti da questo giro di furti dove vanno a finire? Perché le forze dell'ordine non indagano? Forse perché non è evidente la quantità di furti giornalieri in città, data la mancanza di segnalazione o denuncia. Insomma, qualcosa si può fare o si può tentare di fare contro la rapina sistematica delle nostre bici sotto casa, sotto l'ufficio, alle fermate del metrò o anche nei cortili… Perché non tentare e comportarsi da cittadini attenti e consapevoli? Coraggio amici della bicicletta, oltre a pedalare... ora dobbiamo denunciare.
Luisa Toeschi

Cara Toeschi,
tra le tante caratteristiche del ciclista metropolitano c'è anche quella di essere un benefattore a fondo perduto. Da qualche anno, siamo tutti a rischio-furto. Quando comprate una bici, rassegnatevi, ha scritto Fabio Bonaccorsi qualche mese fa sul Corriere. La crisi ha rilanciato il mercato dei ladri, in giro c'è un esercito di disperati che hanno resuscitato un genere di furto da Dopoguerra, scomparso negli anni del boom. Rapido inventario: in Lombardia, in un anno, spariscono 390 mila biciclette. Per la statistica, a Milano una su dieci prende il volo. Le rivendono nei mercatini dell'usato (Comasina, General Cantore, Senigallia o San Donato) o le smontano per i pezzi di ricambio; qualche volta, finiscono a Kiev o nei paesi dell'Est. Il racket offre dai 20 ai 30 euro per consegna, e il fatturato criminoso cresce. Senza denuncia polizia e carabinieri possono fare ben poco. Sono d'accordo con lei: cominciamo a denunciare. Certi controlli si rafforzano con la forza dei numeri. Servirebbe anche un registro nazionale, e forse una targa indelebile per le bici. Ma intanto facciamo i cittadini che non si rassegnano.
Giangiacomo Schiavi
29 ottobre 2008


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